Presentazione
Durata
dal 1 Ottobre 2026 al 30 Aprile 2027
Descrizione del progetto
Descrizione del progetto
L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) è, dalla sua istituzione nel 1911, portatrice e sostenitrice di valori che vanno oltre quelli tipicamente sportivi e caratterizzanti l’attività ludico-motoria:
- Il rispetto delle regole e l’autodisciplina;
- La costanza e l’ottemperanza agli impegni presi;
- L’associazionismo che travalica differenze sociali e discriminazioni.
Queste sono solo alcune delle ragioni poste a fondamento del Protocollo d’Intesa siglato tra AIA e MIUR il 26 luglio 2010, tuttora vigente, sulla scorta del quale la Sezione AIA di Ciampino ha intrapreso il percorso in parola per favorire una crescita personale dei ragazzi orientata alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto delle regole, elementi fondanti di una cittadinanza attiva.
Destinatari e obiettivi
Il progetto è rivolto a ragazzi dai 14 anni in poi e ha come obiettivo la formazione dei partecipanti finalizzata al superamento dell’esame per l’ottenimento della qualifica di Arbitro Effettivo.
Dallo scorso anno, tale qualifica può essere conseguita anche da chi è tesserato come calciatore presso società sportive affiliate alla FIGC, qualora non abbia superato i 17 anni di età.
Articolazione del percorso
La fase di formazione, che rappresenta un terzo della durata dell’intero percorso, è necessaria e strumentale allo svolgimento della parte cruciale del progetto, consistente:
- Nella direzione delle gare ufficiali, per ognuna delle quali i ragazzi riceveranno un rimborso spese forfettario;
- Nella partecipazione ad altre attività di tipo pratico, rivolte all’accrescimento personale e psicofisico dei ragazzi.
Il progetto, infatti, mira alla formazione dei più giovani sotto un punto di vista globale, sia come individui sia nelle formazioni sociali.
Competenze e crescita personale
Lo svolgimento dell’attività arbitrale è strettamente connesso alla crescita dei ragazzi a tutto tondo.
Da un punto di vista individuale, i giovani arbitri imparano sin da subito:
- La puntualità;
- L’autodisciplina;
- L’osservanza delle regole.
Sotto il profilo emotivo e psicologico, inoltre, un arbitro acquisisce quasi naturalmente la capacità di gestire la tensione e sviluppa una naturale propensione ad assumere decisioni anche in situazioni di stress psicologico.
Un arbitro, infine, impara quasi subito a rapportarsi, a farsi accettare e, soprattutto, a farsi rispettare prima dai calciatori, quali suoi coetanei, e anche dai dirigenti, quali adulti, interfacciandosi con questi in condizioni di parità.
Socializzazione e collaborazione
Da un punto di vista esterno, inoltre, occorre evidenziare come, contrariamente a quanto si possa pensare, l’arbitraggio sia solo apparentemente uno sport individuale.
I giovani arbitri, infatti, verranno immersi fin da subito in un ambiente eterogeneo, fatto di ragazzi e ragazze della loro età, ma anche più giovani e più grandi, accomunati dalla medesima passione, con i quali potranno confrontarsi e dai quali potranno ricevere supporto e incoraggiamento costanti.
In collaborazione con
FIGC, AIA - Sezione di Ciampino.
Partecipanti
Studenti del triennio